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Punto di vista: Ministero, radioamatori e satelliti

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Creato Mercoledì, 12 Agosto 2009

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   << PUNTO DI VISTA >>

  Rubrica di approfondimento e riflessione  sui vari argomenti del mondo radioamatoriale non sempre visti dal medesimo  " Punto di Vista "

In riferimento alla comunicazione del 25 luglio 2009  alle Associazioni 

   Ministero, radioamatori e satelliti

               itu-official-logo_75.gif............... di IW5CGM
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Ministero, radioamatori e satelliti

 
Il 25  luglio 2009
abbiamo ricevuto, come altre associazioni, una comunicazione (qui scaricabile) da parte dell'Ing.Troisi del Dipartimento delle Comunicazioni avente per oggetto:
 
" Interferenze al servizio di radioamatore via satellite causate da stazioni ripetitrici del servizio di radioamatore".
 
Il contenuto, se letto con molta attenzione, non può non suscitare riflessioni ed il successivo vivo rammarico nel constatare come una parte dei radioamatori italiani, siano destinatari di tali sconcertanti comunicati.
 
Credo sia doveroso quindi discuterne un po', con i riferimenti, perché se ci sono delle cose che abbiamo ben imparato nel CISAR, sono quelle della massima informazione sempre dimostrata e della memoria storica, per non dimenticare mai come sono iniziati i problemi e soprattutto delle loro fonti.
 Io ci proverò, ben inteso che sono valutazioni personali, il mio punto di vista.
 
Và detto subito che la comunicazione fa seguito ad una segnalazione da parte dei radioamatori della AMSAT Italia ,che inoltrando al Ministero la lamentela ricevuta dai loro confratelli britannici, della AMSAT U.K. sul tema dei ripetitori  Italiani D-STAR funzionanti in banda satellitare, hanno chiesto interventi in merito.
 
Visti i buoni rapporti tra la nostra associazione ed i colleghi che si dedicano ai satelliti, essi ci avevano contattato, sensibilizzando il Vice Presidente Mauro IW3ROW , nonché coordinatore nazionale Dstar, onde evitare l'utilizzo di tali frequenze e per far togliere gli impianti segnalati.
 
Nonostante la totale disponibilità, il problema non potevamo risolverlo noi poiché non eravamo la causa in primis, in quanto il CISAR  attenendosi da sempre alla ripartizione firmata al Ministero, che lo stesso Ing.Troisi aveva anni prima (nel 2005) auspicato e poi mai considerato, ne annovera solo un paio di casi che a breve sistemeremo. La ripartizione, infatti, non prevede attivazioni "interferenti" e lascia le frequenze utilizzate per l'attività via satellite di fatto "libere".
 
Tali atti, i famosi documenti tra associazioni, guarda caso rispettavano ed organizzavano le attività in linea anche con la IARU, possiamo definirli oggi un patto tra gentiluomini, nati per cercare di dare linee tecniche uguali per tutti e permettere le proprie attività in simbiosi, dopo gli anarchici effetti dell'art.10 comma 1 allegato 26 Dlgs 259.( per memoria storica ricordatevi bene chi all'epoca ha voluto  quell'articolo, e confrontatelo con cosa invece  dice oggi...no comment) 

Guarda caso però che proprio il rappresentante in Italia di quell'organismo internazionale privato, la grande ARI, risultava il principale referente di quegli impianti incriminati dagli inglesi, e fuori del loro stesso Band Plain, quindi oggetto in primis della problematica, oltre che firmataria essa stessa degli accordi palesemente dimenticati.
 
 
Preciso che dal mio punto di vista è legittima la volontà di AMSAT di difendere la propria attività, molto particolare e suscettibile di interferenze data la grande "ottica radioelettrica" dei satelliti, ma lo è altrettanto la necessità di trovare spazio di frequenze per le nuove attività in base alle problematiche di ogni paese: gli inglesi protestano, ma mi pare abbiano disponibili molte più frequenze di noi.
 
In ogni caso il CISAR ha dimostrato, come sempre, di essere coerente, cercando di evitare e rifiutando richieste di autorizzazioni sulle frequenze adibite anche a servizio satellite, ( comunque legittime) provenienti, tempo fa, anche da ex-coordinatori ed odierni grandi
 " altolocati oratori smemorati".
 
Ma il punto è un'altro: cosa ha scritto il Ministero?
 
Vediamo un po': si citano "interferenze e disturbi", bene ma la legge italiana dice che non esiste protezione da disturbi e interferenze. 
 
Art.104 comma 1 Dlgs 259:

1) senza protezione da disturbi tra utenti delle stesse bande e con protezione da interferenze provocate da stazioni di altri servizi, compatibilmente con gli statuti dei servizi previsti dal piano nazionale di ripartizione delle frequenze e dal regolamento delle radiocomunicazioni; in particolare appartengono a tale categoria le stazioni di radioamatore nonché le stazioni e gli impianti di cui all'articolo 143, comma 1;


Interessante anche l'art-135 comma 2 dgls 259 che ci spiega quale bande possiamo tutti utilizzare: (considerare che le licenze sono oggi uniformate)

  2. Il titolare di autorizzazione generale di classe  A e' abilitato all'impiego di tutte le bande di frequenze attribuite dal piano nazionale di ripartizione delle radiofrequenze al servizio di radioamatore ed al servizio di radioamatore via satellite con potenza
massima di 500 Watt.
 

L'allegato 26 art.10 comma 3 riferito all'autorizzazione generale delle stazioni ripetitrici cita:
 
3. Le stazioni ripetitrici automatiche non presidiate di cui al comma 1 devono operare sulle frequenze attribuite dal piano nazionale di ripartizione delle frequenze al servizio di radioamatore e rispettare le allocazioni di frequenza, per le varie classi di emissione, previste dagli organismi radioamatoriali affiliati all.Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (UIT).
 
Il successivo art.11 comma 1 specifica le bande di frequenza per le stazioni: 
 
Bande di frequenza
1.      Le stazioni del servizio di radioamatore e del servizio di radioamatore via satellite possono operare soltanto sulle bande di frequenze attribuite ai predetti servizi in Italia dal piano nazionale di ripartizione delle frequenze.
 
 
In sostanza l'art.10 in riferimento alle stazioni ripetitrici, ci dice di riferirci al PNRF ed alle allocazioni di organismi affiliati ITU, bene ma che succede se questi riferimenti sono in contrasto tra di loro? Semplice, che gli altri OM europei (inglesi compresi), hanno a disposizione molte più bande e che lo stesso nostro Ministero, che ci invita al rispetto UIT, è il primo a non poter applicarlo, perchè deve rispettare il PNRF legge dello stato italiano, altrimenti in ITALIA avremmo ad esempio per i 70 cm i 430-440 MHz.
 
L'art.11 invece si riferisce alle stazioni ( noi) e cita di riferirci al PNRF (  odierni 11-2008 e marzo 2009 ) , non si fa però menzione della ITU ,
 
 
Se leggete bene le note sia della ITU che al PNRF relative alle frequenze capirete il perché assieme ai citati articoli di legge, il testo della comunicazione del Ministero appare non molto "lineare", in quanto non ho trovato un articolo di legge che indichi quanto espresso in merito ad interferenze e protezioni, anzi palesemente il contrario.
 
Senza parlare di "Band Plain" inesistenti per il PNRF e quindi per la legge italiana,  e di  modalità prioritarie difatti si riporta "Servizio Radioamatore e Radioamatore via satellite" pariteticamente.
 
Diversa cosa è ad esempio 436.000  - 438.000 MHz  dove constaterete si riporta solo "radioamatore via satellite", ci hanno sempre detto perchè fù dimenticata una (e ) nel testo di legge, che ne avrebbe cambiato il senso ( radioamatore e via satellite ), ma forse era  solo una fantasia come tante altre. Qui però è il MInistero che inserendo anche i servizi civili, disturba eventualmente i satelliti.
 
Attenzione inoltre al segmento 435.000-436.000 MHz, adibito ai radioamatori e radiomatori via satellite ( quindi tutti ) senza note aggiuntive, ma con il servizio di radiolocalizzazione del MInistero della difesa.
 
 
La cosa che di più mi colpisce, al di fuori di ragionamenti tecnici legali che hanno sempre la possibilità di diversa interpretazione, è il richiamo del Ministero alla collaborazione delle Associazioni verso i propri soci, ma noi questo lo abbiamo già fatto per anni, producendo un progetto concreto completamente ignorato dallo stesso Ministero. Noi chiedevamo l'applicazione di dette norme in egual misura, anche ai privati che qui non vedo in intestazione, abbiamo sempre pianificato e chiesto autorizzazioni generali con cognizione di causa, ricevendo in cambio mere promesse rimaste tali.
 
Leggo anche "disturbi nocivi ad altri servizi di radiocomunicazione": mi chiedo riferito a quali altri servizi forse i militari da cui ancora oggi non vi è traccia di comunicato e riscontro? Non credo che si possa intendere un'altra modalità del servizio di Radioamatore, per la legge siamo tutti uguali.
 
Certo la tentazione di credere che si adottino, involontariamente o no, due pesi e due misure anche nelle risposte con argomentazioni di comodo è proprio forte, difatti questo riscontro, arrivato neanche due settimane dopo aver posto il quesito apre il dilemma se è più importante la lamentela degli inglesi, delle interferenze ai militari ed eventuali art.1 legge 110 a cui sono esposti i radioamatori.
 
Per finire, dal mio Punto di Vista, con questa comunicazione il Dipartimento su questo tema cerca di addossare il problema sulle Associazioni quando in realtà sono le Istituzioni che non ci hanno ascoltato, ricordiamo che sono loro a rilasciare l'autorizzazione generale. Paradossalmente è come se il Ministero ci avesse detto:

State interferendo altri radioamatori, (benché siate soggetti in bande non proteggibili), non fate richiedere l'autorizzazione generale ai vostri soci ( e i privati?) su allocazioni non ITU, (che nemmeno noi rispettiamo) e solo su frequenze del PNRF ( che le permette con tutte le modalità), altrimenti  noi le dobbiamo rilasciare e le interferenze sono colpa vostra.(pure)
 
Beh non male, dopo anni che chiediamo riscontro sull'applicazione del nostro lavoro, sui sistemi in secondario, sui militari, non ottenendo risposte. Agli amici AMSAT dico solo che essendo in Italia, chiedere il riscontro di norme di organismi  internazionali che non riconoscono tutti i radioamatori, oltre a non coinvolgerli nella loro maggioranza, può apparire paradossale quando i primi a non rispettare tali indicazioni sono proprio i loro rappresentati.
 
Per concludere confermo che saremo sempre a disposizione per fornire il nostro contributo alle Associazioni ed alla comunità radioamatoriale, del resto lo abbiamo sempre fatto, e rispetteremo le decisioni che insieme verranno prese, a patto che ciò non venga mai imposto ma sia una libera scelta dei radioamatori.
 
Sarà gradito qualunque  contributo  vogliate inviare al sottoscritto  in merito al presente "punto di vista", atto a precisazioni od aggiornamenti inerenti il tema trattato.
 
 
73
 
Giuseppe IW5CGM

Riferimenti PNRF 21.11.2008
 
Tabella B.pdf                         tabella  A.pdf                    Tabella C.pdf
 

 

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